Insegne luminose al neon: un'invenzione nel nome della scienza

Pubblicazione: 10 gennaio 2018 00:00
Argomento: News
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È il 9 novembre 1910. Al Gran Palais di Parigi si compie un evento storico: il fisico francese Georges Claude presenta al pubblico il primo modello di insegne luminose che impiegava il gas neon. Si tratta di un tipo di lampada a scarica da lui stesso inventata, costituita da un bulbo di vetro trasparente contenente gas neon a bassa pressione.

È il passo successivo, però, quello più importante. Jaques Fonseque, socio e collaboratore di Claude, intuisce che l’invenzione può essere utilizzata in ambito pubblicitario, per dare nuova vita alle classiche insegne di negozi e aziende. E così, due anni dopo la presentazione al Gran Palais, vende e installa la prima insegna luminosa commerciale della Storia. Il lungimirante acquirente è il “Palais Coiffeur”, piccolo negozio di barbiere parigini in Boulevard Montmatre.

L’anno successivo, nel 1913, la prima insegna gigante al neon fa la sua comparsa sui tetti di Parigi. È composta da lettere alte un metro e ha una particolarità unica e assai preziosa: può essere vista in gran parte della città.

Da quel momento in poi, la storia delle insegne luminose al neon aggiunge rapidamente nuovi ed entusiasmanti capitoli che conquistano il resto dell’Europa, gli Stati Uniti e l’America del Sud, principalmente Argentina e Caraibi. Fino a travalicare i confini del “mondo reale” e diventare simbolo riconosciuto di “futuro” in romanzi e soprattutto film, come il leggendario Blade Runner.

In Italia, la moda delle maxi insegne al neon è lanciata dal marchio Cinzano, storico brand leader nella produzione di bevande, principalmente alcoliche, che fa capo al Gruppo Campari. Anche se il primo modello di insegne luminose al neon della storia italiana è stato realizzato da Eliosneon, azienda nata come costola pubblicitaria dell’antica Soffieria Monti, specializzata nella soffieria scientifica.